Nei dintorni di Roccamontepiano, diversi sono i luoghi interessanti da visitare per le loro risorse naturali, artigianali, artistiche, gastronomiche...

“La Casa dei Nonni” vi segnala, in ordine di distanza dalla struttura:

· Pretoro (Ch) a 5 km: caratteristico borgo, di chiaro impianto medievale, arroccato sulle pendici della Maiella, famosa per le numerose botteghe artigiane che lavorano il legno. Il centro storico del paese conserva intatto il sistema stradale e di arroccamento del borgo del periodo medioevale. In particolare sono conservate e visibili alcune parti dell'antica fortificazione "Castello dei Cantelmo", come le tre torri della cinta muraria e, nella sommità del paese, le antiche mura della fortificazione. Tra le più importanti testimonianze del suo passato i resti delle torri medievali tra le mura delle case nel centro e il duecentesco santuario della Madonna della Mazza.  La prima domenica di maggio si festeggia San Domenico, con una sacra rappresentazione che ricorda il miracolo del santo che salvò un  neonato rapito da un lupo. La rappresentazione è preceduta dalla manifestazione dei “serpari”,  con un rito simile a quello di Cocullo. Il 9-10-11 agosto si vivono tre suggestive e fiabesche  serate, le “Notti di San Lorenzo. Aspettando le stelle”, durante le quali si possono riscoprire tutte quelle atmosfere legate alla tradizione del paese: il mercato di antiquariato, artigianato e prodotti tipici si snoda per le stradine del borgo medioevale, mentre nelle piazze principali si possono degustare gli immancabili piatti tipici. La sagra itinerante si svolge all'interno del centro storico di Pretoro, nelle sue caratteristiche viuzze, che in ogni loro punto offrono scenari unici e di certo fascino.

· Guardiagrele (Ch) a 16 Km: “la nobile città di pietra”, così chiamata da G. D’Annunzio perché costruita quasi totalmente in pietra della Maiella. Ricco il patrimonio d’arte custodito all’interno dell’antico abitato nel quale è riconoscibile il tracciato delle vecchie mura, oggi inglobate in edifici civili. Nel tessuto edilizio caratterizzato da palazzetti dei secoli XVII-XIX, emerge la chiesa di Santa Maria Maggiore, il monumento più insigne, con la facciata in pietra della Maiella dominata dalla torre campanaria due-trecentesca, oggetto di più interventi successivi. Dall’interno della chiesa, completamente trasformato in forme barocche dopo il terremoto del 1706, si accede al piccolo Museo del Duomo che custodisce, tra sculture, arredi liturgici, paramenti sacri, i resti della famosa croce argentea di Nicola da Guardiagrele (1431), andata smembrata in seguito ad un furto. Guardiagrele ha saputo salvaguardare la preziosa eredità tramandata dai grandi maestri delle arti minori, primo fra tutti proprio Nicola da Guardiagrele, celebre orafo ed allievo a Firenze di Lorenzo Ghiberti, infatti ancora oggi si distingue per la qualità del suo artigianato, soprattutto nella lavorazione dei metalli. Particolarmente praticate sono l’arte del rame e del ferro battuto, conosciuto in tutto il mondo. Ogni anno, nel mese di agosto, si svolge un’importante e frequentata “Mostra dell’artigianato della Maiella” che promuove e diffonde la cultura delle proprie tradizioni artistiche e artigianali. La fama di Guardiagrele è legata anche ad un’altra arte, quella pasticcera, che ha dato vita ad un dolce così ricercato e goloso come “le sise delle monache” (tre montagne di pan di Spagna, crema pasticcera e zucchero). Nei dintorni, allo sbocco di un profondo vallone, Bocca di Valle, ideale stazione di partenza per interessanti escursioni naturalistiche, con il sacrario di Andrea Bafile, eroe della Grande Guerra, scavato nella roccia, e all’interno decorato con pannelli ceramici di Basilio e Tommaso Cascella.

Il B&B “La Casa dei Nonni” si trova a Roccamontepiano (CH). Situato ai piedi dell’altopiano di Montepiano (500 metri slm), da cui prende il nome, sul versante orientale della Maiella, Roccamontepiano è chiamata “Giardino della Maiella”, per la sua rigogliosa vegetazione boschiva e le ricche sorgenti d’acqua (fiume Alento).

Attualmente il paese è costituito da numerose contrade sparse ricostruite nel XIX secolo, a seguito della rovinosa frana del 24 giugno 1765 che distrusse l’antico borgo di origini longobarde, situato più a nord rispetto all’attuale nucleo.

Roccamontepiano è nota per i festeggiamenti in onore di San Rocco (15-16 agosto), in occasione dei quali migliaia di devoti e fedeli riempiono le strade del paese in festa. La tradizione vuole che questi pellegrini attingano l’acqua miracolosa dalla fontana e dalla grotta di San Rocco (in pieno centro) all’interno delle brocchette di ceramica.

Sulla spinta della tradizione, l’arte della lavorazione della ceramica ha trovato terreno fertile anche a Roccamontepiano, grazie alle creazioni artigianali di Ceramiche Capetola.

Degni di nota a Roccamontepiano il Convento settecentesco dei Padri Caracciolini e i resti del Monastero di San Pietro, recentemente oggetto di approfonditi studi e restauri che l’hanno reso visitabile e hanno recuperato il più antico monumento di Roccamontepiano rimasto in piedi dopo la frana del 1765. In località Montepiano, sempre affollatissimi gli ampi spazi verdi per passeggiate, aree pic-nic all’aperto, comodamente attrezzati con panche, tavoli e barbecue,Campo da calcetto.

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· Serramonacesca (Pe) a 5 km: fuori dal suo abitato custodisce una delle più importanti testimonianze medievali di architettura romanica della regione, l’Abbazia di San Liberatore a Maiella, importante complesso benedettino fondato nel IX secolo. Dopo secoli di splendore e intense attività, sotto le dirette dipendenze dell’abbazia di Montecassino, a partire dal XVI secolo cominciò a conoscere un lento declino fino al suo completo abbandono. Divenne miniera di prelievo di suppellettili preziose, affreschi, mosaici, sculture fino a renderla un povero rudere fino a tutto l’ ‘800. I restauri degli anni 1967-71  l’hanno resa nuovamente visitabile al pubblico, nonostante le considerevoli integrazioni subite. Nei pressi della badia, in un suggestivo scenario naturale, si scopre un interessante complesso di tombe rupestri. In posizione elevata sulla valle dell’Alento sussistono ancora i resti del Castel Menardo, eretto per la difesa della badia di San liberatore e già distrutto alla fine del XV secolo. Da visitare inoltre l’eremo rupestre di sant’Onofrio, punto di riferimento della devozione pastorale che vi pratica ancora antichi rituali.